IL 6 GENNAIO TORNA LA STORICA MANIFESTAZIONE PER FESTEGGIARE I 40 ANNI DELLA FESTIVITÀ
RITORNATA NEL CALENDARIO CIVILE.
Nella mattina della festa dell'Epifania, alle ore 10,00, in Via della Conciliazione a Roma partirà il tradizionale Corteo storico-religioso folcloristico "VIVA LA BEFANA - PER RIAFFERMARE E TRAMANDARE I VALORI DELL'EPIFANIA" con il patrocinio della Città metropolitana di Roma Capitale e del Primo Municipio.
In Piazza Pio XII, a Roma, avrà luogo la tradizionale “cerimonia dell’accoglienza” e di scambio di doni tra gli amministratori comunali di Roma e quelli di Amelia. Prima di entrare in piazza San Pietro verrà consegnata, da portare in ogni manifestazione dell’anno giubilare, una fascia di “ambasciatore di pace e di fratellanza” ai gruppi solidali, provenienti da ogni parte d’Italia, e al parroco Padre Adriano Elias M.S. - come rappresentante della parrocchia Nostra Signora de La Salette, comunità solidale e depositaria del quadro "SACRA FAMIGLIA" intronizzato ed esposto permanentemente alla venerazione dei fedeli. Il simbolico, ma importante riconoscimento è stato loro attribuito per aver voluto partecipare a QUESTA XXXVIII EDIZIONE DEL CORTEO, “donando senza chiedere nulla in cambio”. Hanno accettato di testimoniare pubblicamente il LORO IMPEGNO A SOSTENERE E A DIFFONDERE I SENTIMENTI DI PACE E DI FRATELLANZA TRA I POPOLI NEL LORO PELLEGRINAGGIO DI “SPERANZA”, A ROMA E NELLE TRASFERTE CULTURALI DURANTE TUTTO L’ANNO GIUBILARE.
I RE MAGI PORTERANNO I TRADIZIONALI SIMBOLICI DONI A PAPA FRANCESCO
Al seguito dei Re Magi, accompagnati dai rappresentanti delle Istituzioni locali, centinaia di figuranti, gruppi di rievocazione storica, bande musicali, fanfare, sbandieratori, cavalli, presepi viventi e fantasiose scenografie, realizzeranno un suggestivo scenario che coinvolgerà in un gioioso, "simbolico abbraccio" le decine di migliaia di spettatori provenienti da tante località d'Italia e del mondo per partecipare all'Angelus ed assistere alla manifestazione, entrata a far parte di questa giornata festiva.
Pace, solidarietà e fratellanza tra i popoli sono da sempre i temi conduttori di questa manifestazione nella quale, per riaffermare l'universalità della ricorrenza religiosa, ogni anno si avvicendano popolazioni sempre diverse.
AMELIA È PROTAGONISTA A SAN PIETRO PER RIAFFERMARE E TRAMANDARE I VALORI DELL’EPIFANIA
La manifestazione, organizzata da EUROPAE FAMI.LI.A. (Famiglie Libere Associate d’Europa) attraverso un comitato di "serventi" volontari ed il Comune di AMELIA, unitamente ad altre associazioni culturali e sportive , avrà come protagoniste le famiglie amerine. In questo originale e coloratissimo corteo, primo grande evento di Roma Capitale nell’ANNO GIUBILARE, LA CITTA’ DI AMELIA, designata dal Comitato Organizzatore tra quelle che si sono candidate per esserne la protagonista, rappresenterà con i propri cittadini, storia, cultura, tradizioni, prodotti e risorse del proprio Territorio come il più bel dono delle famiglie per l'Epifania.
Ci sarà anche “la Befana”: non più la vecchia strega che intimoriva i bambini, ma una simpatica nonnina come ridisegnata nel logo della manifestazione dagli organizzatori.
"VIVA LA BEFANA ", grazie alla collaborazione di molte associazioni di volontariato, è divenuta un contenitore culturale, aperto al contributo di tutti coloro che vogliono collaborare per riempirlo di preziosi ricordi di vita quotidiana che appartengono alla storia ed alle tradizioni delle nostre famiglie e che, in molti comuni italiani vengono conservati per riproporli e tramandarli alle nuove generazioni. La preparazione dell'evento, seppure laboriosa e complessa, non scoraggia genitori, nonni e bambini. Centinaia di ore di lavoro per ricercare, studiare, selezionare, valorizzare, creare e assemblare quanto di meglio esiste sul Territorio. Scolaresche guidate dai loro insegnanti, Istituzioni pubbliche e private, associazioni sportive, culturali, d'arma, artigiani, commercianti, professionisti, si impegnano per ideare e preparare scenografie che possano raccontare storia e tradizioni nuove o vecchie di secoli. Una gara tra rioni, contrade, quartieri che avrà sempre e comunque un SOLO VINCITORE: IL VERO VOLONTARIATO “.
Un'occasione veramente unica per lavorare tutti insieme e riscoprire con orgoglio le proprie radici per farle conoscere al grande pubblico.
LE ORIGINI DEL CORTEO VIVA LA BEFANA:
Era l’anno 1985 quando, un gruppo di genitori e nonni, professionisti operanti nei vari settori: della scuola, della cultura, dello sport e del sociale, decisero di realizzare una manifestazione di grande visibilità per convincere il Governo a reinserire l'Epifania come giorno festivo nel calendario civile. Fu annunciata ed organizzata per il 5 gennaio, domenica in cui era stata relegata la festività, una grande, articolata manifestazione con una passeggiata in bicicletta delle famiglie per le Vie della Capitale, con una serie di altre iniziative. Purtroppo, gli eventi programmati e ampliamente reclamizzati, furono in parte annullati, ma lo scalpore che la protesta produsse, unitamente ad una martellante campagna promossa da un importante quotidiano, convinse definitivamente il Governo a reintrodurre, con un decreto del 28 dicembre 1985 il 6 gennaio come giorno festivo. Nel 1986 fu organizzata un'altra “VIVA LA BEFANA”, più grande e articolata. La perseveranza venne premiata e la manifestazione riuscì “alla grande”. Il ritorno dell'Epifania, come giorno festivo e gli entusiastici consensi dell’opinione pubblica, delle famiglie, degli insegnanti e di tantissime associazioni furono tali che l’evento divenne permanente, proprio per riaffermare e tramandare alle nuove generazioni i valori di questa significativa festività cristiana.
Da allora, "VIVA LA BEFANA", è costruita e articolata con sempre più originali simbologie, per contemperare l’esigenza di esaltare i valori religiosi della Festività, senza dimenticare gli aspetti folcloristici legati alla tradizione della Befana, la quale, come nel logo della manifestazione, è stata ridisegnata con il volto rassicurante di una dolce vecchina dispensatrice di doni, identificabile con" una nonna" e non come una brutta strega che spaventa i bambini.
"Rivolgo volentieri anche quest'anno un cordiale saluto
ai promotori e ai partecipanti alla manifestazione "VIVA LA BEFANA",
che mediante la valorizzazione degli aspetti folcloristici popolari
già da tempo collegati alla odierna celebrazione liturgica,
mirano a mantenere vivi i contenuti storici e religiosi
propri della festività dell'Epifania.
Carissimi il vostro corteo e i doni offerti al Bambino Gesù
costituiscono una simbolica rappresentazione della fede
che muove i credenti a dirigersi, da ogni angolo della terra,
a Cristo "Luce delle genti".
Vi auguro di testimoniare con gioia questa fede e di
trasmettere a quanti incontrate l'amore fattivo verso il Salvatore.
A tutti la mia benedizione!"
(San Giovanni Paolo II, Angelus del 6 gennaio 1993)
Info: sito web: www.vivalabefana.com 3398604491 mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Video con contributo finale di Padre Gian Matteo Roggio
LA MANIFESTAZIONE È COMPLETAMENTE GRATUITA ED APERTA A TUTTI
INTRONIZZAZIONE DEL QUADRO "SACRA FAMIGLIA"
AFFIDAMENTO DEL QUADRO "SACRA FAMIGLIA"
Sabato 8 ottobre abbiamo presentato il cortometraggio “Mi passi un po’ di pace?” che ha riecheggiato nelle altezze della Chiesa con le note musicali, le voci imploranti, sicure e meditative di MARIANO RIGILLO, ANNA TERESA ROSSINI e SILVIA SIRAVO e anche il canto di FRANCESCA DI MEGLIO. I suoi colori hanno dipinto i volti di tante persone e ha fatto breccia nei cuori. Successivamente è stato accompagnato da una lunga ovazione.
La S. Messa è stata presieduta da Padre GIAN MATTEO ROGGIO, Superiore Provinciale e concelebrata da Padre GIULIO ALBANESE, Giornalista Missionario Comboniano e dal Parroco Padre ADRIANO ELIAS.
Le letture e le preghiere sono state proclamate dagli artisti e collaboratori del cortometraggio.
Il salmo è stato intonato dal Maestro DANIELE ESPOSITO, direttore del CORO EXSULTET che ha animato la Santa Messa eseguendo canti di propria produzione ed altri composti di Mons. MARCO FRISINA. In un momento di raccoglimento alla fine della Messa abbiamo chiesto alla Madonna il dono della pace con il canto 'SOTTO IL TUO MANTO' (Sub Tuum praesidium) che è la più antica preghiera di supplica a Maria, Madre di Gesù, risalente al III secolo.
Successivamente il regista e produttore GIANCARLO MICI e l’autrice ELENA TASSO hanno presentato e ringraziato gli artisti per il loro contributo: ANNA TERESA ROSSINI, SILVIA SIRAVO, PIERRE BRESOLIN, FRANCESCA DI MEGLIO e la disegnatrice MARYAM PEZESHKI. Una menzione anche per gli artisti MARIANO RIGILLO e MARCO PROSPERINI ed il co-regista WALTER CULICELLI, assenti per impegni di lavoro.
Silvia Siravo ha dato il suo contributo nello spiegare le sue emozioni e la gioia di aver partecipato al progetto e di aver girato negli interessanti luoghi della Ciociaria dove si svolge il cortometraggio; Pierre Bresolin ha ulteriormente sottolineato l’importanza del messaggio di pace del corto in questo momento.
Elena Tasso ha esposto più ampiamente il messaggio di pace del cortometraggio, spiegando i vari simboli, i significati e l’esperienza che ha avuto nell’idearlo “ho sentito tantissima pace sempre più in crescendo e che il Signore è accanto a noi, ogni giorno.”. E’ stata coadiuvata dalla voce di MARIA PIA IANNUZZI, attrice e doppiatrice. Grazie alla simbiosi creata tra loro, la gestualità emotiva di Elena ha arricchito le parole dell’altra. I presenti all’evento hanno accolto positivamente l’invito a veicolare all’esterno questo vitale messaggio: passare un po’ di pace agli altri.
Sono seguite le due testimonianze toccanti.
Carlo Cetteo Cipriani: ricordando di non fare gli sbagli del passato, ha parlato della necessità di partire dalla pace nelle relazioni familiari, amicali, di lavoro, prima di parlare di pace nel mondo. In sostanza ognuno dovrebbe lavorare per la pace prima su se stesso e verificare quanto riesce a instaurare rapporti pacifici ed equilibrati con chi è attorno. Sciogliendo i tanti nodi che abbiamo nei rapporti, cercando di collaborare nel proprio quotidiano e anche di pensare alle future generazioni, educandoli in una cultura di pace, rispetto.
Riccardo Rossi: “Sono entrato in chiesa a Torre Annunziata alla Basilica della Madonna della Neve e lì davanti alla Madonna, io che avevo tanti tormenti, familiari e minacce per la mia attività politica, ho sentito nel mio cuore una grande Pace. Ho capito che non veniva da me, il mio animo era sempre inquieto, ma fu una grazia della Madonna. Da allora ho cercato la fede ed è iniziata piano piano la mia conversione, ero non credente e mi sono messo in cammino. Oggi sono alla Missione di Speranza e carità proprio all’accoglienza, devo spesso gestire situazioni difficili, io devo rimanere calmo e donare Pace e Speranza, che ricevo dal Signore grazie alla preghiera giornaliera… Prima occorre seminare la pace dentro di noi, in famiglia e nelle persone accanto a noi. Poi si può essere strumento per fare del bene nel mondo mettendo in pratica Matteo 17,21 cioè digiuno e preghiera, chiedendo al buon Dio la Pace nei luoghi dove vi sono guerre e confidare nel Suo intervento”
E’ stato consegnato ad ognuno l’impegno della preghiera e di dare la pace nel proprio ambito quotidiano per contribuire a creare zone di pace.
Grazie a Papa Francesco, ispiratore del corto e grazie a Saint Production s.r.l. e a M.P.M. Management Productions s.r.l. per aver organizzato l’evento.
Il corto è fruibile gratuitamente al pubblico attraverso la piattaforma YOUTUBE..... segue link https://youtu.be/Z3R0zVpH4D4
Questo il link del video della presentazione dell’8 ottobre. https://youtu.be/zlA56LCUtMk
Con grande gioia Il cortometraggio è stato riproposto il 15 ottobre per la festa parrocchiale Alla Santa Messa si è pregato per la pace.
“MI PASSI UN PO’ DI PACE?” è in concorso per il Premio DAVID DI DONATELLO 2023.
Per altre informazioni sul sito: http://www.saintproduction.it/Pace.html e l’articolo relativo
Vedi sotto video ‘MI PASSI UN PO’ DI PACE?’ e foto dell’8 e 15 ottobre
Gli auguri di Natale dei nostri sacerdoti sono anche scaricabili qui sotto
Un grazie speciale a loro e un Santo Natale!
DISCORSO DEL PARROCO E DEI VICARI
" Cari fratelli e sorelle in Cristo Gesù.
Eccellenza Reverendissima Mons. Paolo Selvadagi, Vescovo Ausiliare che si occupa del Settore Ovest a cui appartiene la nostra Parrocchia.
Reverendissimo Signore Padre Silvano Marisa, Superiore Generale dei Missionari di La Salette.
Reverendissimo Signore Padre Gian Matteo Roggio,
Reverendo Don Francesco Giuliani, Prefetto della nostra prefettura.
Cari fratelli nel sacerdozio ministeriale e nella vita consacrata.
Il 12 di Dicembre di 2021 è, per noi (PP, Pietro, Martino ed Io), una giornata importante che segna un nuovo periodo delle nostre vite. I nostri superiori ci hanno affidato un compito di testimonianza, responsabilità e servizio, sopravvalutando decisamente i nostri meriti e le nostre capacità. Siamo consapevoli che nessuno fa storia da solo, tutti noi dipendiamo uni dagli altri perché siamo risultati della nostra storia.
Perciò, nell'assumere questo incarico il nostro pensiero di riconoscenza e gratitudine lo rivolgiamo a Dio, Padre provvidente che, se servendo dei nostri genitori, ci ha dato la vita, l’educazione e la fede; ringraziamo anche la Santa Vergine de La Salette che ha vegliato sul nostro cammino a Lei affidiamo il nostro apostolato.
Vogliamo inviare un riconoscente saluto a Sua Santità Papa Francesco, Vescovo di Roma che, tramite Sua Eminenza Mons. Angelo Cardinale de Donatis, suo Vicario Generale, rappresenta l'unità di questa chiesa particolare di Roma.
Un saluto di riconoscenza e ringraziamento va a Mons. Paolo Selvadagi, Vescovo del nostro Settore che con la sua presenza di padre e pastore ha saputo trasmettere sempre l’anima della Diocesi a tutti noi.
Vogliamo ringraziare i nostri superiori, il Reverendissimo Signore P. Silvano Marisa, Superiore Generale dei Missionari di Nostra Signora di La Salette e il suo Consiglio; il Reverendo P. Gian Matteo Roggio, Superiore Provinciale dei Missionari di La Salette di Italia e Spagna e suo consiglio, per la loro fiducia e anche coraggio; i nostri superiori provinciali di Polonia e Angola che ci hanno permesso di accettare e vivere questa santa obbedienza.
Ringraziamo anche tutti i nostri confratelli che con il loro aiuto e le loro preghiera ci sostengono. Un particolare ringraziamento a P. Stanislao Rogala, il parroco che ci ha preceduto, per tutto quanto ha fatto e dato a questa parrocchia.
Carissimi parrocchiani, il Signore ci ha chiamati da lontano e ci ha messo fra voi perché possiamo camminare insieme nella comprensione, amicizia, sincerità e collaborazione. Di fatto, camminare insieme nella comunione, partecipazione e missione è ciò che deve caratterizzare la chiesa sinodale che Papa Francesco ci ha proposto di vivere nella nostra chiesa.
È per noi provvidenziale che l’inizio del nostro ministero a servizio di questa porzione di Chiesa presente a Monteverde Nuovo, che ha come patrona la Bella Signora de La Salette, accada circa due mesi dopo l’apertura del sinodo. Ciò significa, per dirla con Papa Francesco, che siamo chiamati ad incarnare lo stile di Dio, che cammina nella storia e condivide le vicende dell’umanità; siamo chiamati a coniugare con il nostro agire pastorale i tre verbi del Sinodo: incontrare, ascoltare e discernere, per rendere questa “parrocchia un vero intreccio di sacramenti della fede, di Parola di Dio e di impegni attivi a favore delle persone, soprattutto quelle in difficoltà”. (P. Selvadagi, La chiesa nella città. Un profilo di parrocchia”).
È scontato dirvi che non siamo perfetti. Non lo siamo proprio. Perciò, vi preghiamo di accettare la nostra buona volontà ed il nostro impegno nel compiere questo nostro amato dovere nel migliore dei modi; vi chiediamo fin da ora di perdonare i nostri difetti, le nostre mancanze e vi esortiamo ad aiutarci a vivere uniti e a fare una vera comunità religiosa e pastorale. Infatti, dall’unità dei pastori dipenderà anche quella della comunità parrocchiale. Si tratta di un’unità radicata nella preghiera a Dio perché possa custodire ciascuno di noi e tutti noi nell’unità come Lui e il suo Figlio Gesù sono uniti. (Giovanni, 17, 11).
Come il Buon Pastore conosce le sue pecore una per una e soccorre quella in difficoltà, noi anche vogliamo conoscere i nostri parrocchiani uno per uno ed andare a trovare gli anziani, i malati e i bisognosi; è anche vero che la pecora deve conoscere la voce del suo pastore. Ci si conosce quando si prega e si lavora insieme. A quel punto, dobbiamo incontrarci, parlarci, conoscerci e cercare di promuovere la carità fraterna. Siamo tutti oppressi dagli innumerevoli problemi, però questo non ci deve togliere la gioia di vivere e di lavorare insieme.
Ringraziamo tutti voi che, con la vostra presenza, avete arricchito questa celebrazione che segna l’inizio del nostro ministero pastorale, da parroco e vicari di questa parrocchia.
Eccoci pronti a camminare con voi, che Dio ci benedica e che la Madonna ci protegga."
Altre foto qui sotto in galleria
S.Messa celebrata da Padre Gian Matteo Roggio, Superiore Provinciale, alle ore 20.30
In comunione con i nostri sacerdoti
Provincia "Maria Mediatrice"
Via Andersen 15-Piazza Madonna della Salette 1
00168-00152 Roma
Roma, 10 aprile 2020
Carissimi, vi scrivo questa breve lettera ormai alle soglie di questa Pasqua così inedita per molte Chiese. Innanzi tutto desiderio ringraziarvi tutti e ciascuno per il bene che avete fatto, per la consolazione che avete donato, per la speranza e il coraggio che avete sostenuto. Il Padre, che vede nel segreto, saprà come far germogliare sempre meglio in voi i semi del Regno, sia adesso, sia nel mondo che verrà.
Sarà una Pasqua da vivere in tempo di carestia. E la carestia richiede occhi che sappiano vedere lì dove molti non riescono a vedere. Occhi che sappiano accogliere la sfida della penitenza, la sfida della conversione. A La Salette, la “Bella Signora” ha detto: «faranno penitenza con la carestia». E per evitare che questa profezia fosse mal capita, ha poi ricordato a Massimino cosa era accaduto nella terra di Coin. Lì, un padre, dopo aver visto il grano cadere in polvere, non ha tenuto per sé il pane che aveva, ma spontaneamente, senza esserne richiesto, lo ha dato a suo figlio: «prendi, figlio mio, mangia il pane».
La sfida della penitenza sta nel ritrovare la presenza degli altri accanto a me non come estranei, ma come familiari, membra vive della medesima casa: la casa di Dio, dove c’è spazio per tutti perché è il Cristo ad averlo preparato. La sfida della conversione sta nel riconoscere il pane di cui i miei familiari hanno bisogno: il pane che Dio ha messo nelle mie mani e nel mio cuore perché lo possa distribuire, anche se è poca cosa.
Guardare l’altro come un familiare della medesima casa, vedere e condividere il pane di cui ha bisogno: questi sono gli occhi capaci di abitare la carestia come penitenza e conversione. Gli occhi che adempiono la profezia della “Bella Signora”. Sono gli occhi che sanno celebrare e vivere la Pasqua in tempo di carestia. Sono gli occhi di cui ci sarà bisogno nel momento in cui tutti saremo chiamati a fare la nostra parte per seminare i semi del Regno, una volta passato il tempo della carestia ma non il suo significato, consegnato nelle mani e nelle menti di chi avrà visto lì dove molti non saranno riusciti a vedere.
Ci ottenga il dono di tali occhi la “Bella Signora”, colei che non ha mai rinunciato a vedere i familiari di Dio e il pane di cui avevano bisogno; e che ancora oggi condivide con la Chiesa e, in lei, con noi, il suo sguardo, lo sguardo in cui brilla, per opera dello Spirito, lo sguardo di Dio sul mondo e sull’umanità: il suo Figlio risorto.
Santa Pasqua a tutti voi, alle vostre comunità, alla gente in mezzo a cui vivete.
P. Gian Matteo Roggio, ms
Superiore Provinciale
Sia lodato Gesù Cristo!
Carissimi fratelli e sorelle, sono P. Stanislao il vostro parroco.
Da qualche giorno viviamo una situazione particolare nella nostra città, in tutta Italia, ma ogni giorno sentiamo che anche negli altri paesi si affronta l’emergenza del coronavirus. Voglio dirvi che io, insieme ai miei confratelli P. Gian Matteo, P. Pietro e P. Adriano vi pensiamo tutti, quando celebriamo la S. Messa da soli. In questo momento siete tutti nelle mie preghiere, Spesso ripetevo questa frase, che dobbiamo essere gli uomini e le donne della comunione, in questo momento di prova per tutti noi, siamo chiamati a desiderare questa comunione. Più si va avanti più sono convinto che questa unione spirituale di vivere nella comunione è la forza della nostra preghiera per noi stessi, ma soprattutto per gli altri.
Con grande umiltà, chiedo a S. Giuseppe che ciascuno di noi dovunque si trovi sappia proteggere, custodire ed amare gli altri come ha fatto lui con Gesù e la sua sposa Maria.
Roma 13-03-2020 Fraternamente
P. Stanislao, il parroco
Carissimi,
tutti sappiamo che il Natale è una festa che viene vissuta in modo particolare in famiglia, con sentimenti intensi e sinceri di fraternità e amicizia, perché un bambino nasce per noi. E’ il figlio di Dio, che si fa nostro fratello e la sua nascita, come quella di un figlio, porta gioia e amore in ogni casa.
Vivere il Natale vuole anche dire sperimentare la comunione: quella che si rinnova ogni domenica e che ci trova invitati alla mensa del suo corpo e del suo sangue, così come noi ci ritroviamo insieme davanti alla tavola condividendo un momento di festa. Tra la mensa eucaristica e quella della nostra casa c'è dunque uno stretto legame: il Signore che sta in mezzo a noi, si dona per nutrirci di sé, affinché possiamo amarci come Lui ci ama. Così la famiglia diventa piccola Chiesa domestica e la Chiesa diventa famiglia.
Anche io mi invito spiritualmente a casa vostra per dimostrarvi il mio affetto e vi rivolgo il più vivo e sincero augurio di pace.
Cari sposi e genitori, sperimentate nelle vostre case la gioia di questa realtà profondamente umana e spirituale partecipando insieme alla messa, come famiglia, per essere uniti alla mensa del Signore: è un regalo importante che vi fate reciprocamente, testimonianza di comunione anche per i figli. Poi, giunti a casa
fate un gesto, semplice e familiare: quello della preghiera di benedizione della mensa. Rendete grazie per il cibo che è suo dono e frutto del vostro lavoro e ringraziate anche per il dono dei figli, degli anziani e di quanti partecipano alla mensa familiare.
Ogni domenica potete ripetere questo gesto nelle vostre case. Ogni domenica così si rinnoverà la gioia del Natale e della Pasqua del Signore che vive con noi.
Il cuore del presepe comincia a palpitare quando a Natale, vi deponiamo la statuina cli Gesù bambino. Dio si presenta così, in un bambino, per farsi accogliere tra le nostre braccia. Nella debolezza e nella fragilità nasconde la sua potenza che tutto crea e trasforma. Sembra impossibile, eppure è così: in Gesù, Dio è stato
bambino e in questa condizione ha voluto rivelare la grandezza del suo amore che si manifesta in un sorriso e nel tendere le sue mani verso chiunque. (Papa Francesco - Lettera Apostolica "Admirabile Signum")
Buon Natale e felice anno nuovo
Il Parroco - P. Stanislao
insieme ai sacerdoti P. Gian Matteo, P. Pietro e P. Adriano
e tutti i collaboratori
Domenica delle Palme: alle 10 il parroco, Padre Stanislao, in processione con gli altri sacerdoti ed i ministranti, ha attraversato il piazzale, fermatosi dalla parte opposta alla scalinata della chiesa, ha iniziato la funzione con una lettura, ha poi benedetto i rami di ulivo che l’assemblea aveva in mano e poi, sulle note dell’Osanna, intonate da Padre Gianmatteo, in processione è entrato in chiesa, seguito da tutti i fedeli, dove ha continuato la celebrazione.
Pierpaolo
Altre foto qui sotto in galleria
Domenica, 8:30; 10:00; 11:30; 18:30
Lun-Sab, 9:00; 18:30
L'umanità è una grande e immensa famiglia ... Troviamo la dimostrazione di ciò da quello che ci sentiamo nei nostri cuori a Natale.
(Papa Giovanni XXIII)